studio didea hinge

studio didea unto

studio didea ai giudici

Hinge, Unto e Ai Giudici tra gli articoli del mensile

Hinge è un mensile professionale che attraversa i campi dell’architettura e dell’interior design. Fondata nel 1993, il concetto base della rivista è quello di fornire una forte attenzione al progetto architettonico, con un atteggiamento decisamente internazionale.

Le storie della rivista soddisfano le aspettative dei designer e dei professionisti di oggi, con news dinamiche e stimolanti, con particolare attenzione ai progetti internazionali.

UNTO

Unto è un locale da street food nel centro di Palermo.

Il progetto di DiDeA ha trasformato l’architettura preesistente un negozio di antiquariato a sviluppo longitudinale e suddiviso in vani contigui – in un unico ambiente, cromaticamente virato sulle tonalità del grigio ed attraversato da un grande bancone in cemento faccia a vista e legno, che caratterizza il locale. Un volume sospeso in lamiera forata nera a coronamento del bancone, funge da piccolo magazzino/deposito, e come supporto a lampade applicate in diversi punti ed orientabili, permettendo sempre nuove configurazioni dell’illuminazione.

L’uso dei materiali industriali permea anche gli ambiti della cucina e i semplici arredi- sgabelli in acciaio e scaffalature in legno e ferro- e gioca a contrasto con la pavimentazione originale dei primi decenni del ‘900, unico carattere decorativo del locale.

I grandi infissi in ferro e vetro dell’entrata si aprono completamente verso l’esterno, in una

continuità tra dentro e fuori che evidenzia la natura ‘da strada’ del locale.

AI GIUDICI

Ai Giudici è un piccolo locale nel centro di Palermo.

L’idea del cliente prevedeva la possibilità di disporre di una caffetteria e un lounge bar, richiesta che lo studio DiDeA ha interpretato creando uno spazio dalla doppi a valenza, attraverso l’uso di due materiali: legno caldo negli spazi diurni e ferro color ruggine nell’ambiente notturno.

L’ingresso del locale, piano unico a livello strada, si apre sulla zona caffetteria, dove gli arredi in legno – sedute, banchi e tavoli, oltre ad elementi contenitori, fioriere sulle pareti e corpi illuminanti pensili – sono concepiti come moduli innestati su una struttura a griglia in ferro, che dal pavimento sale su pareti e soffitto, marcando tridimensionalmente lo spazio.

Nell’area centrale del locale, dove si concentra l’attività serale, irrompe un volume sbieco in ferro trattato color ruggine che abbraccia pavimento, pareti e soffitto e include il bancone bar, illuminato da luci soffuse a sospensione.

Il carattere attraente di flessibilità e continuità visiva dello spazio è affermato dagli arredi geometricamente essenziali, che possono facilmente cambiare posizione all’interno della struttura metallica, permettendo configurazioni diverse a seconda dell’uso.

La scelta non invasiva del pavimento in vetro, flottante e sopraelevato su piedini in ferro, ha permesso di mantenere intatta la pavimentazione originaria in marmo, ulteriormente esaltata dalla illuminazione a led sottostante, e di raggiungere la quota d’ingresso del locale, evitando gradini.

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