Da alcuni anni assistiamo alla crescita dell’area metropolitana di Palermo sul territorio limitrofo, infatti, la città è stata, e lo è tuttora, investita da un particolare tipo di crescita urbana chiamato “urban sprawl”. Sprawl urbano*, è un termine che sta ad indicare una rapida e disordinata crescita di un’area metropolitana. Tale fenomeno, avvenuto con le dovute differenze anche in città come Palermo, nella maggioranza dei casi va affermandosi nelle zone periferiche, data la connotazione di aree di recente espansione, sottoposte a continui mutamenti. L’elemento caratteristico di tale espansione è la bassa densità abitativa e gli effetti principali sono la riduzione degli spazi verdi e l’utilizzo del mezzo privato a causa della maggiore distanza dal luogo di lavoro. Tutti questi elementi possono riscontrarsi nella parte nord dell’area metropolita di Palermo, dal comune di Capaci, passando per Carini sino alla frazione di Villagrazia.

Nel caso di Palermo, la dispersione urbana è caratterizzata da molti e diversi utilizzi del suolo che si presentano contemporaneamente: aree commerciali, residenziali ed industriali, grandi aree con destinazioni d’uso omogenee, separate le une dalle altre da strade, zone verdi, o altri tipi di barriere. Distese di villette monofamiliari, bifamiliari, seconde case, a schiera e isolate, che sono sorte negli ultimi anni, sono separate le une dalle altre attraverso siepi, giardini, recinzioni, strade o parcheggi. Questi edifici di tipo residenziale, che hanno solitamente una bassa volumetria, stanno sorgendo rapidamente su tutto il territorio, determinando una forma di dispersione urbana che consuma molto più suolo rispetto al normale sviluppo urbano. Inoltre gli edifici tendono ad essere simili gli uni agli altri, in quanto sono costruiti a partire dagli stessi principi architetturali e a volte danno la sensazione di un disegno uniforme, ripetuto nello spazio e nel tempo. Lo sviluppo in queste aree tende ad essere su scala maggiore rispetto alle zone abitate tradizionali più concentrate, determinando una dimensione maggiore delle case, delle strade e delle attività commerciali più grandi con relativi immensi parcheggi: infatti di riflesso si assiste alla nascita repentina di centri commerciali che riprendono il modello statunitense. Tutto ciò determina un uso dipendente dell’autovettura e del mezzo privato, a causa della distanza dai mezzi di trasporto pubblico locali, e la mancanza d’infrastrutture di trasporto adeguate provoca un aumento dell’inquinamento atmosferico ed acustico. Quando si vive in spazi dispersi come questi, l’uso dell’auto diventa inevitabile e il trasporto pubblico più costoso, di conseguenza si tende a costruire infrastrutture viarie e parcheggi più grandi che a loro volta diminuiscono il valore agricolo dei terreni adiacenti, provocando un progressivo abbandono dei terreni vicino a queste infrastrutture e la loro svendita a gruppi immobiliari e proprietari pronti ad investire e a speculare. Tutto ciò dove ci porterà?

Alfonso Riccio

*Sprawl urbano, città diffusa o dispersione urbana sono termini indicano una rapida e disordinata crescita di un’area metropolitana, anche in città di dimensioni medie. Questo fenomeno nella maggioranza dei casi va affermandosi nelle zone periferiche, data la connotazione di aree di recente espansione e sottoposte a continui mutamenti. Il segno caratteristico della dispersione urbana è la bassa densità abitativa in città di medie e grandi dimensioni (oltre i 100.000 abitanti) Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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